Biglie

Schiaffo.
Faccia a terra. Polvere accarezza il catrame.
Acqua nera sulle spalle.
E’ dolore.
Dolore da bambini.
Desiderio di stringere le nuvole. Inabbracciabili. Inarrivabili. Insopportabilmente costanti, tranne nelle rare giornate in cui agli schiavi è concesso strapparsi la carne e gettarla al cielo. A liberare l’anima.

Ennesimo schiaffo.
Veloce sull’argine; la cerchi la cerchi la cerchi.
Elastico che si rilassa e si tende. Non sa spezzarsi.

Incomprensibile dolore che si muove e macera nelle viscere. Serpente, demonio, cancro; ciclico trascorrere di secondi, perduti e gettati; sassi nell’acqua nera e ferma.
Cumuli di sensazioni egre. Porte che combaciano. Viti che si stringono. Punti che si uniscono. Mani che si annodano. Corde che si tendono. Romanzi terminati. Inchiostri esausti.
Anime che trovano riposo. Capelli pettinati. Camicie stirate.
Non c’è fatica. E non c’è pietà. Nessun perdono atteso. Nessun motivo valido.
Aspetti.
La trovi.

Ennesimo schiaffo.
Forte e feroce. Vigoroso ed accanito. Di odio, disprezzo, incomprensione, dolore, timore, amore, dolore. Di cose non dette.
Di parole misurate e soffocate. Di pensieri sbagliati. Di mondi identici ma declinati lontani. Di menti furiose ed arroventate; pensieri complicati. Trame complesse.
Fuori dal comune. Numeri primi. Biglie d’acciaio conficcate nelle scarpe.
Pelle e sangue gettati sul tavolino.
Malti e schiuma programmati e dimenticati. E lasciati a metà.
Silenzioso. Tu. Silenziosa. Lei. Sguardi feriti. Occhi profondi scerpati dal desiderio. Incontrollato. Lui.
La perdi.

Vociare di gente. Ambulanti in festa. Bandierine. Anelli di vetro calzati sulle dita liberate.
Corse di bambini.
Gatti. Complici, strizzano gli occhi, certificano il dove.
Cuore si sdruce dal petto, punta diritto conoscendo la strada. Senza saperla davvero. Guida le gambe; inciarma con l’anima. Complica i pensieri (intride la ragione), li rende innocenti, innocui.
Ove sono sbagliati.
Intrappola gli errori.
Mente ebbra di frenesia, si strugge, non impone ratio alcuna, vittima, non capisce, non anela, non ciarla.
E’ dolore da bambini. Quello al quale, (hai promesso) non avresti più dato modo di prendere radici.
Conosci l’antidoto. Hai distillato anticorpi, mettendo bende a fermentare nell’acido. Perchè ne hai fatto burla di te stesso e chiacchiere e pugni schiantati sul muro.
Ferite, tagli, abissi. Curate con sale e aceto, richiuse malamente dal tempo.
Con burro e zucchero, inghiottiti fino a vomitare. Femmine, bocche, usate e sguardi cercati invano.
Capelli rovistati con brama. -Occhi introvabili-Notti e corpi e rumori forti.
E demòni presi per mano.
Aerei presi e perduti, gomme infuocate. Treni diretti e veloci, senza freni, stazione dopo stazione.
A stordire i sensi ad abbuiare l’anima. Ad ingannar la ragione.
A coltivare errori. Ad indottrinare il dolore.

Giri una pagina.
Nel libro non vedi la fine. Giri una pagina.
Ne desideri la fine. Giri una pagina.
Giri una pagina, giri un pagina. La trama non incede.
Anime soffocate. Cuore ammaestrato. Bocche serrate con aghi infilzati. Gole otturate con canapa e paura. Pensieri addomesticati come cani da lotta. Ora Rabbiosi. Ora Lancinanti. Ora crudeli. Ora amichevoli. Ora belligeranti. Ora increduli. Ora felici. Ora distrutti. Ora sbrattati e felici. Felici per celia.

E’ un lento ruzzolare di foglie che cadono e volano fra la sabbia ferma e i sassi ad arginare l’acqua nera alla tua destra ed il cielo che serve l’autunno.
E’ un lento franare di vita.
E’ un lento ondeggiare della camicia sdrucita. Lacrime e vento che spostano le grandi lenti; a volte sono raffiche, sono promesse.
Arriverà. E finirà.
E arriverà di nuovo.
Il lento scorrere delle stagioni.
Il lento nascere delle foglie del salice sulla riva.
Il lento morire delle foglie.
Il lento nascere delle foglie sulla riva.

Ennesimo schiaffo.
Faccia a terra, cuore insabbiato. Braccia lungo il corpo. Palmi verso terra. Dita che raschiano il catrame. Guance a baciare la terra. Labbra recise.
Lenti infrante. Scarpe perdute. Biglie rubate.
Indosso, una gualdrappa di freddo e autunno e acqua dolce.
Vociare di gente.
Berciare di bambini; saltano dalle sponde e si fanno (teneri loro) giarda della vita.
Sangue sgorga a fiotti sull’asfalto e si frammette alla pioggia.

Ennesimo colpo.
Forte, deciso. Dolce. Gentile carezza.

Bisturi sottile. Di parole taciute. Capite. A semplificare l’anima. A rassicurare il cuore. Ad unire i mondi e stagnare le vite.
A raffreddare le menti.

Ennesima carezza.
Piccole gocce elargite, goccia dopo goccia, giorno dopo giorno.
Attese e bramate. Come l’acqua.
Biglie di vetro. Infilate di nascosto nelle tasche.
Sorprese.
Meraviglie.
Ricovero dell’anima.

Ennesimo schiaffo.
Involontario. Taciuto.
Forte preciso a mano aperta. Inevitabile. Prevedibile.
Prevedibile. Cazzo, prevedibile.

Arriverà di nuovo.
Ennesima carezza.

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