Schiaffo. Faccia a terra. Polvere accarezza il catrame. Acqua nera sulle spalle. E’ dolore. Dolore da bambini. Desiderio di stringere le nuvole. Inabbracciabili. Inarrivabili. Insopportabilmente costanti, tranne nelle rare giornate in cui agli schiavi è concesso strapparsi la carne e gettarla al cielo. A liberare l’anima. Ennesimo schiaffo. Veloce sull’argine; la cerchi la cerchi la cerchi. Elastico che si rilassa e si tende. Non sa spezzarsi. Incomprensibile dolore che si muove e macera nelle viscere. Serpente, demonio, cancro; ciclico trascorrere di secondi, perduti e gettati; sassi nell’acqua nera e ferma. Cumuli di sensazioni egre. Porte che combaciano. Viti che si stringono. Punti che si uniscono.Read More →

Mi chiedo Ogni giorno se sarò in grado. In questa fine di estate sento il cambiamento di una vita che si raddoppia e si fa insieme. Spero di essere in grado. Quando impasteremo questa manciata di grano pestato con acqua, sudore e pazienza. Con danze, vite furiose, braccia lanciate verso il cielo e vino fresco per non lasciarci sfuggire la primavera. Spero di essere all’altezza. Quando l’amore si farà creatura tangibile e mi chiameranno padre e sentirò la mia bellezza di donna diventare calore di madre. Spero di avere sangue quando sarò padre e madre del mio sangue, e avrò sangue da custodire di ogniRead More →

E scegliemmo Aprile.   Aprile per aprire le porte e chiudere a lucchetto, a sigillo, la strada che ogni giorno si è stesa davanti a noi. Con semplicità. Con la sola voglia di non spezzare il pane, ambendo ad una fine scontata, già scritta, non evitabile; marchiata a fuoco, si, di autenticità ma priva di anticorpi contro il freddo, l’inverno, le intemperie; le giornate dapprima tonde che formano spigoli dolorosi un giorno dopo l’altro a raschiare il cuore, piegarci i corpi, scolpirci volti. A spegnere la luce. E cambiare  gli orizzonti.   Come se bastasse mettere dio, guardiano, soldato, garante, solvente o spettatore di unRead More →